Attraverso il PNRR il Governo ha definito gli indirizzi di spesa per i finanziamenti che arriveranno dall’Unione Europea attraverso il Next Generation EU: 221 miliardi di euro complessivi.

Il piano si sviluppa intorno a 3 assi strategici condivisi a livello europeo, vale a dire:

  1. digitalizzazione e innovazione
  2. transizione ecologica
  3. inclusione sociale.

Il PNRR e il mondo industriale

La Missione 1 è destinataria di un fondo da 40,3 miliardi e ha come obiettivi “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”.
È la Missione che più ci interessa in questo contesto ed è lo strumento attraverso la quale si promuove e sostiene la transizione digitale del Paese sia nell’ambito della pubblica amministrazione, sia nel sistema produttivo, sia ancora nello sviluppo delle infrastrutture di comunicazione.

La Missione 2, cui sono destinati 59,33 miliardi, è imperniata su “Rivoluzione verde e transizione ecologica”.

Transizione 4.0

La misura consiste nel riconoscimento di 3 tipologie di crediti di imposta alle imprese che investono in:

  1. beni capitali;
  2. ricerca, sviluppo e innovazione;
  3. attività di formazione alla digitalizzazione e di sviluppo delle relative competenze.

La prima tipologia di crediti è riconosciuta per l’investimento in tre tipi di beni capitali: i beni materiali e immateriali direttamente connessi alla trasformazione digitale dei processi produttivi nonché i beni immateriali di natura diversa, ma strumentali all’attività dell’impresa. Le modalità di applicazione dei crediti per il 2021 sono quelle specificate nell’articolo 1, commi 1051 e successivi della legge di bilancio per il 2021.

I target principali che caratterizzano l’azione del Piano sono espressi in termini di numero delle imprese che utilizzeranno il credito ed effettueranno i correlati investimenti. Più precisamente, si prevede che, nell’arco del triennio 2020-2022, il credito di imposta per beni materiali e immateriali 4.0 sia utilizzato mediamente da poco meno di 15 mila imprese ogni anno e che quello per ricerca, sviluppo e innovazione sia utilizzato mediamente da circa 10 mila imprese ogni anno.

Per quanto riguarda la formazione alla digitalizzazione, oltre agli interventi di credito di imposta descritti saranno predisposte ulteriori misure. Da un lato, per incentivare la crescita di competenze gestionali (per il digitale), verrà elaborato e sperimentato un modello di riqualificazione manageriale, focalizzato sulle PMI (con programmi di formazione ad hoc, il coinvolgimento delle associazioni di categoria e l’utilizzo di modelli di diffusione incentrati su piattaforme digitali).

Dall’altro, nell’ottica dell’upskilling digitale come strumento di formazione continua per i lavoratori in cassa integrazione, verranno sperimentati programmi di training ad hoc, di cui usufruire appunto con flessibilità nei periodi di cassa integrazione, incentivati tramite il taglio (temporaneo) del cuneo fiscale sia per l’impresa che per il lavoratore.

Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione (rifinanziamento e ridefinizione del Fondo 394/81 gestito da SIMEST)

L’intervento si pone l’obiettivo di sostenere l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, agendo sui servizi offerti dal Fondo introdotto con la legge 394/81 e gestito da SIMEST che eroga contributi e prestiti agevolati a imprese italiane operanti sui mercati esteri (inclusi dal 2020 i paesi membri dell’Unione Europea). Le risorse finanziarie saranno dirette a investimenti a sostegno delle PMI italiane per favorirne lo sviluppo della competitività, in termini di innovazione e sostenibilità, con inevitabili ricadute positive per la loro riuscita anche sui mercati internazionali (a titolo di esempio: studi di fattibilità, partecipazioni a fiere internazionali, servizi di consulenza da parte di personale specializzato sui temi legati all’internazionalizzazione ed al commercio digitale, finanziamento di progetti tesi a favorire innovazioni di processo o di prodotto, finanziamento di progetti tesi a sostenere la transizione green dei processi di produzione e di gestione delle attività). L’obiettivo viene realizzato attraverso un ampliamento delle risorse finanziarie disponibili per il fondo: la SIMEST dispone già delle procedure necessarie affinché l’intervento sia pienamente operativo una volta ricevute le risorse del PNRR.